Occhi, cuore, stomaco, cervello

In una magica e insolita sera d’inverno siciliano, gli studiosi e gli studenti che hanno preso parte al convegno “La cultura visuale nel XXI secolo” ottimamente organizzato da Andrea Rabbito all’Università degli Studi di Enna, hanno assistito a un reading tratto dal volume Teorie del cinema. Il dibattito contemporaneo, martedì 27 febbraio al caffè letterario Al Kenisa di Enna alta. Le voci di alcuni degli autori tradotti nel volume — Vivian Sochack, Patricia Pisters, Antonio Damasio, Murray Smith, Uri Hasson, Friedrich Kittler, Giuliana Bruno — sono state interpretate da Elisa Di Dio e Filippa Ilardo, accompagnate sullo schermo da alcune sequenze cinematografiche: l’apertura di Lezioni di piano di Jane Campion, la scena cruciale di Michael Clayton di Tony Gilroy,  la doccia cult di Psycho di Hitch, la cruenta amputazione di 127 ore di Danny Boyle, alcuni minuti de Il buono, il brutto, il cattivo del nostro Sergio Leone, l’ipnotico Koyaanisqatsi di Geoffrey Reggio e Line Describing a Cone dell’artista Anthony McCall. Un’esperienza per occhi, cuore, stomaco, cervello che ha dato concretezza sensibile al caleidoscopio degli sguardi sul cinema e i media audiovisivi che dibattono nel volume curato assieme a Ruggero Eugeni per Raffaello Cortina editore.

Qui alcune foto dell’evento

 

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Cognition of narrative events: a True detection

Schermata 2016-05-27 alle 11.04.51MediaMutations 8 (Università di Bologna, May 25-26) hosted the paper The boundaries of never-ending. Events cognition and complex TV series narratives, a first exploration and literature survey on the notions of cognitive events and event segmentation in contemporary popular audiovisual storytelling forms, such as films, serial films, anthological and serialized TV series. The project is developed in co-operation with prof. Ruggero Eugeni and within the more general framework of Neurofilmology, a theoretical approach aiming at a comprehensive interpretation of media experience through the intersection between semiotics/narratology/aesthetic and cognitive psychology and neurocognitive research.

What is an narrative event? How do we perceive, remember, predict a narrative event?  How do we organize our narrative experiences – nowadays more pervasive thank to quality TV – into events? What is the relationship between film editing and cognitive editing?

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As a case study, we offered a (bit provocative) comparison between two stylistically antipodean sequences of HBO’s crime drama True Detective. Whereas episode Who Goes There (01×04) “refuses” editing and is shot with a single 6-minutes long shot, episode Down Will Come (02×04) adopts intensified continuity and high-paced editing, with 300 cuts in 9 minutes… a very “gun shot”! Although radically different in terms of editing style, both the sequences help to reflect on critical issues such as causality, complexity, temporality and embodiment. Our aim is that of develop an embodied approach to “extended narrative temporalities”.

Our presentation design takes inspiration and materials from the marvelous infographic We keep the other bad man from the door, a tribute to True Detective by Nigel Evan Dennis.

Creative Energies » Creative Industries

CECI home

Reflecting on creativity has been central to a great deal of philosophical speculation, production practices and forms of reception of the artistic experience. Notions of creation and creativity concern crucial elements in media industries. Moreover, recent developments in institutional policies refer to the pivotal role of creativity in evaluating and promoting cultural production (see the EC’s most recent cultural program “Creative Europe”).

The 2014 NECS Conference, held in Milan, aims to revise and challenge assumptions on media creation and creativity, by looking at them as discursive formations, sociability instruments, power networks, modes of production and reception undergoing historical, political, theoretical and technological transformations.

Creative Energies » Creative Industries
The NECS 2014 Conference
Università Cattolica del Sacro Cuore
Milan, June 19-21, 2014

Conference website at necs.org/conference

Risate di piombo

Il ragazzo di campagna
Sarà presentato nell’ambito della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia  il 4 settembre alle ore 17 presso lo stand dell’Ente dello Spettacolo, Hotel Excelsior – il numero 575 di Bianco e Nero. Sotto la direzione di Alberto Crespi, la storica rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia prova a rinnovarsi conciliando la tradizionale impostazione storico-scientifica con una più ampia riflessione sull’attualità. Il numero 575 si apre con una sezione monografica sul comico italiano, da Totò a Checco Zalone. La sezione è intitolata Riso amaro e indaga come dal cinema muto alla satira politica, la comicità sia la chiave per raccontare l’identità nazionale. Spesso svelando il dramma che si nasconde dietro la risata. In sommario saggi di Mariapia Comand, Adriano D’Aloia, Marco Cucco e Massimo Scaglioni, Gianni Canova, Roy Menarini, Paolo Noto, e un’intervista a Carlo Verdone che racconta il tema dal punto di vista dell’autore. Alla presentazione interverranno Alberto Crespi, direttore responsabile, Gabriele Antinolfi, Marcello Foti direttore generale del CSC, direttore della Divisione Editoria.

In my article “Risate di piombo”, I argue that at the end of the 1960s and in the middle 1970s, Italian television programs such as Quelli della domenica, L’altra domenica, Onda libera, and Non stop have launched a series of cabaret artists that will become the most notorious protagonists of the Italian popular comedy in the further decades (Enrico Montesano, Adriano Celentano, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Roberto Benigni, Massimo Troisi, Francesco Nuti, Carlo Verdone). Although different in terms of style and intent – from political satire to mere ironic and nonsense entertainment – the cinematographic career of these “sons of television” reveals interesting aspects of the germinal and mutual relationship between tv and cinema on the track of comedy.

Solo andata, e ritorno

Solo andata, e ritorno. Ho voluto intitolare così il piccolo di video di montaggio di sequenze tratte da alcuni dei film che nella storia del cinema hanno rappresentato la Shoah, pescando fra documentari e film narrativi, proprio per sottolineare la diversità e la complessità delle forme con cui il cinema ha restituito (e provato ad alleviare, proprio attraverso una riflessione per immagini) l’orrore dell’Olocausto. Il video è stato presentato mercoledì 15 maggio nell’ambito dell’evento  Se questo è un uomo. Narrare la resistenza al disumano, serata introduttiva del convegno conclusivo del Ciclo seminariale “Giustizia e letteratura“, organizzato dal Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Treni che partono o giungono a destinazione, personaggi che salgono o scendono, istanti di dolore o di liberazione: viaggi di sola andata – quando i “viaggiatori” stipati nei convogli finivano in campo di concentramento -, ma anche ritorni, come per Primo Levi nel suo estenuante ritorno a casa attraverso l’Europa orientale. Durante la sua relazione, il professor Ruggero Eugeni ha spiegato anche il senso del video nella sua scelta di mostrare solo sequenze in cui vi fosse un treno in partenza, in viaggio o in arrivo. In primo luogo, l’imbarco sui treni della deportazione rappresenta spesso l’ultimo momento di libertà, per quanto amara, per i personaggi: è il momento in cui si può ancora compiere una scelta, spesso disperata, sempre segnata da una profonda implicazione etica e morale. Come la straziante scelta di Sophie nel dover scegliere quale dei due figli salvare (La scelta di Sophie di Alan J. Pakula), l’insistenza di Dora per poter salire sullo stesso treno su cui si trovano suo marito e il suo piccolo (La vita è bella di Roberto Benigni), il salvataggio del pianista Szpilman da parte di un gendarme (Il pianista di Roman Polanski) o di Itzhak Stern da parte di Oskar Schindler (Schindler’s List di Steven Spielberg). Tra i film citati, anche lo storico e crudo documentario Notte e nebbia di Alain Resnais e le interviste sul posto di Shoah di Claude Lanzmann, il surreale Train de vie e due pellicole italiane, Kapò di Gillo Pontecorvo e La tregua di Francesco Rosi sul ritorno a casa di Levi. A far da cornice, proprio un frammento di Se questo è un uomo di Primo Levi e le immagini dello scrittore, spaesato, in visita ad Auschwitz nel 1984, tratti dal documentario La strada di Levi di Davide Ferrario. La seconda ragione è l’intima connessione fra un mezzo di trasporto come il treno e un mezzo di comunicazione come il cinema, entrambi emblemi della modernità, nel bene del  progresso e nel male dei suoi orrori. Come una lunga carrellata in avanti verso i luoghi dello sterminio, e poi, almeno per alcuni, indietro verso casa dopo la liberazione che il peso della memoria non ha mai potuto rendere davvero tale e che le forme narrative continuano a rielaborare nel tentativo di rendere permanente tale memoria.

Transnational Mediascapes

tv

Transnational Mediascapes: Sound and Vision in Europe
International Conference
14-15 May 2013
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milan

Media studies have been forced by convergence, digitization and globalization to look beyond the traditional structure of national media systems, histories and habits, and to begin to analyse their phenomena according to a wider, and more complex, point of view. On one side, they have started to reconstruct the global flows of information and entertainment, the basis of a “mainstream culture” that unifies – at least partially – different geographical, political, social and cultural areas. On the other, they have begun to follow media products and trends in their complex paths across various countries and macro-regions, underlining both the differences and the deep similarities in shapes and meanings, in production processes as well as in consumption practices. Especially in the field of television and sound studies, in recent years, some progresses have been made towards a transnational point of view on historical processes and on contemporary developments, both finding shared theories, methodologies, and analytical tools, and identifying useful case studies and histories.

The conference will address two main topics in two different daily sessions: Transnational Television: Towards a Comparative TV History and Transnational Soundscapes: Sound and the Media in Europe.

Conference website | Program brochure

The conference is organized by the Department of Communication and Performing Arts, Catholic University of Milan, with ALMED – Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo, and CeRTA – Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi.

Fashion Movies

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Cinema e moda sono legati da una relazione simbiotica. La moda del resto è da sempre al servizio del cinema come strumento di costruzione dell’identità dei personaggi o persino, talvolta, come prop, cioè non un semplice orpello ma anzi quasi una seconda pelle che veicola significati e contribuisce ad articolare passaggi narrativi cruciali. In tempi recenti è il cinema a essersi messo al servizio della moda, offrendosi come un efficace strumento di comunicazione e promozione del brand e delle collezioni. Martedì 14 maggio intervengono come discussant a un incontro con il regista Luca Guadagnino sul tema Fashion movies. Il cinema come strumento di comunicazione per la moda. L’evento è organizzato dai colleghi di ModaCult – Centro per lo studio della moda e della produzione culturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

il Cinema in Cucina

Il cibo è un ingrediente essenziale della storia del cinema e dell’esperienza filmica. La sua preparazione – l’atto del cucinare, e dell’imparare a farlo – è sempre un modo per raccontare una crisi, un processo di trasformazione individuale e sociale. Giovedì 7 marzo sono intervenuto su questo tema assieme a Fausto Colombo nell’ambito del convegno “Convivio. Rappresentazione, senso, esclusione, sostenibilità”, organizzato all’Università Cattolica del Sacro Cuore dal Laboratorio ExpoLAB, percorso di studi e ricerca in in avvicinamento a Expo 2015 (di cui il tema è proprio “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita“). Durante la mia presentazione ho mostrato anche questo video, in cui ho montato alcune scene significative tratte dai cosiddetti food films, ovvero pellicole in cui il cibo (in particolare la preparazione del cibo) assume un ruolo cruciale nella narrazione. Buona visione.

(Il copyright dei film utilizzati è indicato nei titoli di coda).

Cinema Docet


Darò un milione (Mario Camerini, 1935)

Comincia all’Università Cattolica di Milano il ciclo di visioni cinematografiche dedicato alle origini del cinema italiano e internazionale, con un cartellone di opere fra le più importanti della storia del cinema. Le proiezioni, introdotte dal sottoscritto, sono proposte dai docenti dei corsi di cinema della laurea triennale in Linguaggi dei media, ma sono liberamente aperte a tutti gli studenti interessati. Ecco i titoli dei film e le date degli appuntamenti da ottobre a dicembre 2012:

Cinema Docet. Visioni cinematografiche